Foto sui social dei figli minorenni: per pubblicarle serve il consenso di entrambi i genitori

Foto sui social dei figli minorenni: per pubblicarle serve il consenso di entrambi i genitori

Pubblicare online le foto dei propri figli minorenni senza avere il consenso di entrambi i genitori costituisce un fatto illecito. Non basta il consenso di un solo genitore nemmeno se marito e moglie sono separati, e se i figli sono in regime di affido condiviso.

È quanto emerge da una sentenza di ottobre del Tribunale di Ravenna, che racconta di un padre separato che si è opposto alla pubblicazione delle foto della figlia minorenne in costume da bagno, riprese durante una sfilata in un locale e pubblicate poi sulla pagina Facebook del locale stesso con il solo consenso della madre.

Per il giudice (Tribunale di Ravenna, sentenza 1038 del 15 ottobre 2019) si profila una responsabilità per fatto illecito del locale che ha pubblicato le fotografie, ma allo stesso tempo non risarcisce il padre, che era presente alla sfilata e avrebbe potuto interromperla.
Le fotografie dei minori non possono quindi essere pubblicate se non con il consenso di entrambi i genitori, ma un eventuale risarcimento per danno deve essere dimostrato, e i genitori devono intervenire subito.

La necessità del consenso di entrambi i genitori per autorizzare la pubblicazione online delle foto dei figli minori viene fatta risalire al principio giuridico su cui si fonda l’Art. 8 del Regolamento sulla Protezione dei Dati e successivo decreto di adeguamento italiano, che prevede che il trattamento dei dati personali di soggetti minorenni di età inferiore ai 14 anni è lecito solamente in presenza del consenso da parte di chi esercita la responsabilità genitoriale.

Ancora una volta la protezione dei dati personali viene collocata dal nostro ordinamento tra i diritti e le libertà fondamentali, con particolare tutela dei soggetti minori, e rafforza il raggio di azione della base giuridica del “consenso” per il trattamento dei dati personali.
Per un’azienda, produrre un illecito sulla base di un consenso mancato o memorizzato in modo non completo e conforme può costare parecchio sia in termini economici, per le sanzioni previste dal Regolamento, sia in termini reputazionali, anche e soprattutto se l’illecito si ripercuote su soggetti minori, particolarmente tutelati dalla legge.

È fondamentale quindi che le aziende progettino una raccolta dei consensi conforme fin dal principio e adottino procedure e sistemi Privacy by Design che diano loro un aiuto concreto nella gestione dei dati personali, tenendo conto dei consensi, delle finalità e delle scadenze associate ad ogni singolo dato.

Scopri come il software PrivacyOS può aiutare la tua azienda con la gestione dei consensi, delle prove del consenso e con la gestione concreata dei dati personali in modo conforme al Regolamento GDPR.



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