Perché il Garante Privacy Italiano ha multato Facebook per 1 milione di euro

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Perché il Garante Privacy Italiano ha multato Facebook per 1 milione di euro

A partire da un illecito su 57 cittadini italiani, Facebook ha ricevuto una multa da un milione di Euro dal Garante Privacy. Perché?

Il caso

57 italiani avevano scaricato l’app “Thisisyourdigitallife” (che per altro ha dato il via allo scandalo Cambridge Analytics). Per accedere a questa app, gli utenti dovevano usare la funzione “Facebook login”, funzione che permette di condividere i dati dei propri “amici” di Facebook.

Grazie a questa funzione, “Thisisyourdigitallife” ha acquisito i dati personali di altri 214.077 utenti Facebook italiani, senza che questi ultimi l’avessero scaricata, né avessero potuto leggerne l’informativa privacy, né tanto meno avessero avuto la possibilità di dare il loro consenso.
Quindi Facebook, tramite la feature del Facebook login, ha permesso all’app in questione di acquisire dati personali in modo non conforme alla normativa sulla privacy.

Ecco perché, a marzo, il Garante Privacy aveva già contestato a Facebook le violazioni di:
– mancata informativa
– mancata acquisizione del consenso
– mancato idoneo riscontro ad una richiesta di informazioni ed esibizione di documenti.
Per queste violazioni Facebook si è avvalsa della possibilità di estinguere il procedimento sanzionatorio mediante il pagamento in misura ridotta di una somma pari a € 52.000.

Ma ora, il Garante Privacy ha deciso di alzare la posta.
La sanzione è salita a 1 milione di euro, in quanto l’importo precedente è stato ritenuto irrilevante, considerando:
• la dimensione della base dati su cui è stato commesso l’illecito (per la quale non è ammesso il pagamento in misura ridotta della sanzione)
• le condizioni economiche di Facebook
• il numero di utenti mondiali e italiani presenti su Facebook

Consiglio

Presta massima attenzione quando su Facebook trovi quei test irresistibili tipo “Che tipo di pizza sei?”, “Quale città degli Stati Uniti è perfetta per te?”, o “Quante rose riceverai a San Valentino?”, perché potenzialmente possono raccogliere (e dare a società di terze parti, a tua insaputa) i tuoi dati personali, e quelli dei tuoi amici Facebook!



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